Torta morbida con pesche e yogurt

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Ed è così che, all’alba lavorativa del 31 di luglio, anche il pc dell’ufficio ha deciso che è ora di prendersi una vacanza.
Aveva iniziato a dare segni di cedimento già la scorsa settimana, ma stamattina gorgoglia come una caffettiera alle prime gocce di caffè e di mostrarmi uno schermo di un colore un po’ più allegro del nero proprio non se ne parla.

Ora comunicazione di servizio: cara mia collega di studio che leggendo dalla montagna queste righe sarai in apnea completa, non c’è bisogno che tu scenda a valle a piedi di corsa. Ascolta me; fai un bel respiro (non vanificare il lavoro di relax che avrai fatto su di te questo weekend) sappi che è tutto custodito nell’hard disk mobile. Tu sei in vacanza, io andrò in vacanza (resistendo anche alla tentazione di distruggere il computer con una mazza da baseball come nei migliori film con protagoniste donne nevrasteniche). Ci penseremo a settembre.

Quanto mi piace questa frase: ci penseremo a settembre… Questo è l’unico momento dell’anno in cui sei legittimato – anzi ti è quasi d’obbligo – mandare i problemi in stand by e già solo questo ti fa sentire più rilassato.

Nonostante abbia imprecato tutta la mattina contro la tecnologia, vi propongo una torta che ho fatto con l’aiuto del mio amico Bimby.
La ricetta l’ho trovata in www.semplicementelight.com

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Ingredienti per 8 persone: 200 g di farina 00, 150 g di zucchero integrale di canna, un vasetto di yogurt magro alla pesca, 50 g di latte p.s, 2 uova, 2 pesche, una bustina di lievito per dolci, un pizzico di sale.
Mettere nel boccale lo zucchero e polverizzarlo: 10 secondi velocità 8.
Aggiungere le uova e frullare: un minuto a velocità 3.
Aggiungere lo yogurt ed il latte e mescolare: 20 secondi velocità 6.
A questo punto aggiungere la farina , il lievito ed il pizzico di sale: 20 secondi velocità 4.
Foderare una teglia da 20 cm di diametro con della carta forno.
Versare l’impasto nella teglia e livellarlo bene; tagliare le pesche a cubetti e disporle nell’impasto.
Cuocere il dolce in forno preriscaldato statico a 180° per 30 minuti.

Nel mio forno avrei dovuto farlo cuocere qualche minuto in più.

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Nel sito trovate anche il procedimento senza il Bimby, oltre che la versione bella della torta 😜.

http://www.semplicementelight.com/2013/06/torta-bimby-yogurt-pesca-light-senza-burro-senza-olio.html

Pasta zucchine, salmone e melone

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I meccanismi di youtube mi resteranno sempre oscuri. Voglio dire, in base a che cosa youtube pesca i suggerimenti e li propone all’utente che, cercato volontariamente il primo video, entra poi in un meccanismo di reazione a catena proprio sulla base di quei suggerimenti? Così ad esempio – che mi spiego meglio – se mio figlio sta guardando le canzoni dello zecchino d’oro mi pare normale che io che lo controllo dalla cucina intanto che smanetto ai fornelli senta katalicammello, volevo un gatto nero, il contrabbasso… E ormai mi sono rassegnata anche all’ascolto di Rovazzi, che piace tanto ai bambini e solo il cielo sa perché. Più o meno il giro di canzoni è sempre quello.

Ma oggi ho avvertito una musica nuova, non proprio infantile e non subito qualificabile… Ascolto meglio e non credo alle mie orecchie perché sembra.. Oddio non sembra è… Musica neomelodica napoletana!
Ora, signor youtube ti prego spiegami. Non capisco: né io né mio marito ascoltiamo il genere; localizzazione geografica Lombardia; si, siamo rimasti profondamente affascinati durante il nostro viaggio a Napoli, ma questo non penso che tu possa saperlo; partenza motore di ricerca ”zecchino d’oro”… Come diavolo c’è arrivato al neomelodico?
Sulle note di ”na’ guagliuncella bella bella” lo esorto a cercare altro. ”Va bene” mi dice ”ma cosa c’è di male? Mica diceva le parolacce”. Mi lascia senza risposta. Già, cosa c’è di male?
Torno in cucina e mentre mi dedico ad un rinfrescante piatto estivo mi ritrovo a canticchiare sotto voce: ”Scusami se ho cenato con te qualche volta coi fiori sul tavolo e ho rubato dai libri le frasi più belle da scrivere..”

Metto a bollire l’acqua per la pasta. Nel frattempo faccio soffriggere uno spicchio di aglio e unisco le zucchine. Quando si sono ben rosolate aggiungo il salmone. Intanto taglio tre fette di melone giallo a cubetti e lo aggiungo alle zucchine ed al salmone poco prima di concludere la cottura. Scolo la pasta e la faccio ripassare in padella con il condimento e qualche fogliolina di menta.

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L’articolo l’ho scritto ieri ma ho avuto contrattempi nel pubblicarlo… Quindi oggi che leggete è ieri e … Insomma ci siamo capiti 😜😉.

Topini al cioccolato

7473f5e66e9461ff0faba734fbaa51b2Conoscete Ratatouille, il meraviglioso film della Disney che racconta le avventure del topo cuoco che si scontra con la sua numerosa famiglia al motto di ”tutti possono cucinare”?
A casa mia lo adoriamo. Lo avremmo visto 300 volte, eppure saltiamo sempre sul divano alla scena in cui questa innocente vecchina scopre di avere un nido di topi in soffitta e, invece di chiamare la disinfestazione e trasferirsi momentaneamente dai vicini, decide di distruggersi casa a colpi di arma da fuoco.
Quando nel novembre 2015 ci siamo trovati sfortunatamente a Parigi durante i giorni dell’attentato, siamo stati nella difficoltà di spiegare a nostro figlio il perché di quanto accaduto e nell’ulteriore difficoltà di dirgli che il parco Eurodisney sarebbe stato chiuso per lutto lasciando aperti solo gli stores attorno. Ed è proprio curiosando nei negozi che abbiamo beccato il topo Remy del film ad osservarci da uno scaffale strappando il primo grido di gioia del piccolo in una giornata molto triste. Non se n’è più staccato (a parte all’aeroporto dove gli è stato requisito per controllare che non fosse imbottito di esplosivo: panico fino a che non lo ha riavuto di nuovo tra le mani).
E così non volevamo non dedicargli una festa a tema per il sesto compleanno con tanto di meravigliosa torta con Remy fatta da una cara amica abilissima nei dolci?

In tema di topi avevamo composto anche questi dolcini. Sono semplici da fare e piacciono sempre molto ai bimbi. A me ricordano momenti piacevoli: un pomeriggio passato con la zia a decorarli, deliziose merende casalinghe, regali a persone neanche più così piccine.

Ieri sono stati preparati per il compleanno della migliore amica di mio figlio: anche da qui tanti auguri piccola Anna per i tuoi sette anni.

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Ingredienti per 15 topolini: 300 gr di frollini tipo pan di stelle, 100 gr di smarties, 1 cucchiaio di marmellata, 2 cucchiai di nutella, 100 gr di philadelphia, palline di zucchero, rondelle di liquirizia, un tubetto di smarties.

Frullare i biscotti e aggiungere philadelphia, nutella e marmellata. Amalgamare bene e formare i topi. Io solitamente parto dal fare delle palline che poi rendo ovali; quindi appiattisco un pochino il musetto e con le palline di zucchero faccio gli occhietti ed il naso; con gli smarties creo invece le orecchie. Per la coda srotolo la rondella di liquirizia, divido in due parti e taglio a pezzetti.

Lasciare riposare un paio di ore in frigo prima di servire.

 

Plumcake integrale ai mirtilli

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Ed è così che la mia carriera da runner è miseramente fallita.
Ho raccontato per un mese in giro ed a me stessa quanto non mi pesasse affatto mettere la sveglia qualche minuto prima delle 6; di come fossi felice di trovare con questo piccolo accorgimento il tempo di farmi del bene; di come stessi meglio nella giornata per i minuti dedicatimi; di come raccogliessi i frutti positivi di questa scelta… Nell’ultima settimana però la mia mente ha cominciato a rinnegare codeste verità. Lunedì scorso il trillare della sveglia mi ha sorpresa nel mezzo di un sogno che avrei finito con piacere. Nonostante ciò, spinta da tanto spirito di buona volontà (e dal pensiero dell’amica trainer motivazionale che mi attendeva alla partenza) mi sono comunque alzata e trascinata fuori di casa. Martedì lo spirito di buona volontà ha iniziato a vacillare: mi sono rigirata un paio di volte nel letto prima di convincermi ed ho macinato la strada lentamente. Mercoledì ho seriamente considerato la mia andatura da villeggiante in montagna che raccoglie i fiori ed ho deciso che per quest’anno mi sono fatta abbastanza bene nelle ore mattutine. Il mio spirito di buona volontà ha lasciato lo spazio al senso di colpa compensativo: se non corro almeno mangio sano sano sanissimo che più sano non si può. E va bene, è pubblicamente noto che sabato sono stata al puro slow burger e si aggiunga la grigliata con cari amici del giorno dopo… Ma è risaputa legge scientifica che il sabato e la domenica nelle diete non si considerano.

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Fatto sta che a neanche una settimana dalla solenne promessa mi ritrovo con una gran voglia di dolce. E ora che si fa? Plumcake integrale ai mirtilli. La ricetta l’avevo scovata nel web e già provata. Più o meno recitava così.

Ingredienti: 2 uova, latte parzialmente scremato 80 ml, olio di semi 50 ml, zucchero di canna 70 gr, farina integrale 200 gr, mirtilli 200g, lievito una bustina.

Lavorare in una ciotola le uova con lo zucchero. Unire, nell’ordine, sempre lavorando, l’olio, il latte, la farina ed il lievito. Aggiungere infine i mirtilli. Versare l’impasto in uno stampo da plumcake ed infornare a 180 gradi per 40 minuti.

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Pavia: cultura, fascino, storia e… Puro slow burger

 

Pur vivendo da più di qualche anno nell’Oltrepo’ pavese, non conosco bene Pavia. Quando ci vado mi trovo a gironzolare casualmente in viottoli da cui resto incantata ma in cui non saprei facilmente ritornare (ho il senso dell’orientamento di una talpa).

Ma quando stasera, durante una trasferta pavese, mi è stato chiesto dove volessi mangiare, il senso dell’orientamento ha inforcato un paio di occhiali ed ha navigato dritto verso il ”Puro slow burger”, burger restaurant in Corso Carlo Alberto a Pavia, nei pressi dell’Università. È un posto che ho scoperto grazie al suggerimento della mia collega di studio (ed i suoi suggerimenti sono solitamente gradite conferme): è carino, attualmente attraente pur con quelle sedie un po’ anni 50, qua e là dettagli in linea con la tendenza slow food del locale, possibilità di mangiare fuori in posizione accogliente, il personale sempre tanto gentile.

Ci sediamo e, mentre assaggio il prosecco che come al solito ci viene offerto prima dell’ordinazione, mi perdo scorrendo le accattivanti proposte del variegato menù… Pur sapendo in realtà molto bene che tornerò come sempre al ”puro burger”, con le sue melanzane grigliate, la scamorza affumicata ed ovviamente l’hamburger. La scelta di mio marito è altrettanto invitante soprattutto per il particolare accostamento cipolla caramellata e uovo. Non manca la proposta bimbo, con la possibilità di comporre il panino su misura.

Arrivano i panini accompagnati da croccanti patatine servite in un cestello: è uno spettacolo per gli occhi 😋. E mentre mi godo l’attimo, mio figlio ( anni sette) a momenti mi fa andar di traverso cotanta delizia : ”ho preso una cotta… Lei fa la quinta.. L’ho conosciuta al grest, ma adesso che è finito e non ci vado più come faccio… Aiutatemi a conquistarla”. E mentre mando giù il boccone, elaboro mentalmente una graziosissima risposta sulle nostre imminenti vacanze, sull’estate, sulle bambine della sua età, sulla sicura acerbita’ del suo sentimento … Ma vengo battuta sul tempo dal papa’ che con aria complice gli suggerisce: ” fatti accompagnare dal nonno all’uscita del grest e l’ aspetti”. Sorrido nella mente (indelicato sarebbe esplodere in una sonora risata) e ascolto le proposte strategiche: decido di lasciarli ai loro piani di conquista e, per mandar giù il pensiero dell’età che vola, bevo un gran sorso di birra.

 

piccola idea

Ho sempre adorato sorseggiare del vino mentre, lasciando scendere la tensione della giornata, metto giù qualche idea per la cena. Non è un’abitudine – che sarebbe difficilmente conciliabile con il mio essere perennemente a dieta (finta) – ma, quando accade, il mio corpo si delizia qualificandolo come momento rigenerante.

Così ieri sera: me ne andavo gironzolando per i fornelli con il mio bel calice in mano guardando le patate bollire e mi son detta ”ma davvero voglio affiancare alla mia carne delle patate lesse?!?”… ed è così che ho pensato di renderle più accattivanti.

Ho dato un giro di olio in una teglia, ci ho messo la cipolla a rondelle ed ho infilato la teglia nel forno a 180 gradi per una decina di minuti. Ho intanto pelato e tagliato le patate, aggiunte alla cipolla, salato e rimesso tutto in forno. Quindi, ispirata dal nome del blog, ho fatto gratinare con pangrattato e parmigiano.

Quando ho impiattato e mio figlio ha esultato entusiasta ero contenta: non è una ricetta gourmet ma lui ha gradito. E come ho letto da qualche parte: ”si cucina sempre pensando a qualcuno, altrimenti stai solo preparando da mangiare”… 😊

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Si..è proprio pane con pomodoro

Ed ecco che recupero una foto di qualche giorno fa. ”Iniziamo bene” direte. In realtà ha un senso… non fuochi e fiamme, non alta cucina, non idee geniali e stilose. Si, quello che si vede nella foto è proprio pane e pomodoro 😁.

Io l’ho improvvisato qualche domenica fa per recuperare del pane un po’ indurito che mi spiaceva far volare lasciando a macerare i pomodorini con olio sale basilico e origano.
Ho scelto questa foto come primo articolo perché sintomatica di quello che vuole essere questo blog: non sono una cuoca professionista e nessuno inorridisca dei miei pasticci. Sono una dilettante allo sbaraglio come alla Corrida di anni fa. Vi racconto cosa combino ai fornelli (in questo caso manco li ho visti i fornelli 😜) e accolgo volentieri suggerimenti e correzioni.
Antipasto inaspettato e gradito di una piacevole domenica d’estate…

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vediamo un pò… come si fa?

…e che sia un’avventura divertente …

Tu? Perché? E cosa ne sai di come fare un blog? E quando lo trovi il tempo? Bé imparare si può… sempre. Così come sempre si deve trovare il tempo per le cose che ci piace fare.

E a me piace cucinare, fotografare e scrivere. E mi piace parlare … Sono di quelle persone che il 90 per cento della popolazione mondiale a colazione eviterebbe di avere non nello stesso tavolo ma addirittura nella stessa stanza. Parlo parlo parlo.. ho il dubbio che mio marito non ascolti sempre quello che dico. Anzi è una certezza dal momento che sbaglia clamorosamente gran parte delle prove di ascolto a cui lo sottopongo…ed è così che ho capito che quel ciondolare avanti ed indietro con la testa non è proprio equivalente alla comprensione delle mie parole.

E pensare che non ho sempre avuto questa dedizione alla chiacchiera: una vita fa ero silenziosamente silenziosa. Ma appunto era una vita fa, prima che le circostanze mi portassero a desiderare di respirare intensamente ogni momento, a pensare che in un soffio può cambiare tutto e può mancarti il tempo di dire.
Questa di traverso nella foto sono io e questa l’avventura in cui mi sto imbarcando: che sia divertente stimolante e chiacchierosamente coinvolgente! 😜

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