chiacchiere tra salato e cioccolato

Acqua detox. Pare brutto?

Ho sempre desiderato aprire un mio blog. Lo disegnavo nella mia mente e me lo prefiguravo proprio così: un po’ raccontato ed un po’ cucinato (certo con foto più belle…Ma imparerò).
E allora perché non l’ho fatto prima? Direi che qui c’entra indiscutibilmente il principio del pare brutto, per spiegarvi il quale riprendo le parole usate da Diego De Silva in uno dei suoi libri, “Mia suocera beve”.

”In ambito pubblico vige il comune senso dell’estetica, vale a dire quel potentissimo inibitore sociale rubricato alla vaga ma inconfondibile voce «Pare Brutto».
La caratteristica peculiare del Pare Brutto è che si manifesta all’improvviso sotto forma di dubbio, per cui una cosa (un gesto, un’affermazione, una domanda) anche se non pare ancora brutta ma c’è una minima possibilità che lo diventi, ti fa astenere automaticamente dal farla.
É un canone estetico estremamente mobile il Pare Brutto. Non si sa in cosa esattamente consista, ma accidenti se funziona. […]
É una specie di censore invisibile, che cerca di preservarti da figure di merda non gravissime.
Semplificando, il Pare Brutto, ovvero il comune senso dell’estetica, potrebbe essere definito come il timore di fare o dire qualcosa di cui potresti pentirti. Per opporti alla sua dittatura devi avere stile, e saperlo. Devi, insomma, avere una gran fiducia in te stesso.
Ho appena spiegato la ragione per cui non riesco a oppormi alla dittatura del Pare Brutto.”

Ecco, questo è stato il mio potentissimo inibitore.
Ora non è che la fiducia in me stessa sia aumentata, ma ho deciso di sfidare questo principio o quantomeno ignorarlo.

E sempre in ossequio al suddetto principio vi svelo il segreto di oggi: ho il frigo vuoto pre partenza e di conseguenza niente da cucinare e fotografare. E questo, in un blog che si è iscritto nella categoria ”food”, pare proprio brutto.
E quindi?
E quindi ne approfitto per parlarvi del mio esperimento con l’acqua detox.
Queste bevande sono molto in voga ultimamente: si tratta di acqua aromatizzata con frutta, limone o verdura che avrebbe proprietà depurative, disintossicanti e drenanti per l’organismo. Pare anche che acceleri il metabolismo e migliori le difese immunitarie (poi dipende da cosa si decide di metter dentro). Io l’ho visto come un escamotage per convincermi a bere di più. Presente quando vi dicono di bere con regolarità? Ecco, io con regolarità me ne dimentico 😁.

Ora vi dico come ho preparato la mia. Segnate tutto perché è complicatissimo: bisogna studiare e provare e poi studiare e provare ancora 😜.
Dunque, ho riempito una brocca di acqua e vi ho lasciato tutta la notte in infusione le pere, il limone e lo zenzero. E poi… Niente poi basta, è pronta.

Devo dire che il risultato è stato molto gradevole.
Le combinazioni di ingredienti sono davvero infinite e quindi le possibilità di annoiarsi del gusto inesistenti. Nella prossima versione pensavo di provare i frutti di bosco ma accetto qualsiasi suggerimento.

PS: non temete… Oggi non alimentero’ la famiglia a secchiate di acqua drenante: la nonna sta già predisponendo un meraviglioso kit di sopravvivenza figlio-nipote che supera l’immaginabile umano.

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