chiacchiere tra salato e cioccolato

Vacanze romane e pasta come ‘na vorta

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Quando arriviamo a Roma sono le tre ed il sole rosola i marciapiedi ed i tetti della decentrata zona dove alloggeremo. Evito accuratamente di incrociare lo sguardo di mio marito consapevole che il mio suggerimento di un giro veloce a Roma non potrà partecipare al concorso di migliore idea 2017 con il titolo ”visitiamo la città eterna nella settimana più calda dell’anno”.

In realtà è proprio lui ad incitarci poco dopo ad abbandonare la refrigerata stanza dell’albergo per iniziare il tour. Non è un giro turistico ponderato il nostro. È il giro di chi ritorna in una città che ama e si lascia condurre dalla memoria e dai ricordi: la scomposta Piazza del Popolo, la stilosa Piazza di Spagna e, seguendo la moltitudine di gente che ha deciso come noi di sfidare il caldo dei quasi 41 gradi (bene, mi sento meno pazza) ci ritroviamo di fronte alla Fontana di Trevi. Monetina et voilà verso Campo dei Fiori e Piazza Navona con i suoi artisti.

Ci rendiamo conto di aver camminato per tre ore e di avere anche un certo appetito quindi decidiamo che è ora di cena.

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E così ci troviamo ad andare lenti lenti lungo il Tevere ( citando il Claudione nazionale per sottolineare il passo a cui ho costretto i miei uomini per far foto al fiume da qualsiasi incantevole prospettiva).

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Ceniamo in zona Trastevere da ”Pasta e vino come ‘na vorta” (per il cui suggerimento devo ringraziare un amico di Instagram). È un posto piccolino ma ben arredato con i tavoli in condivisione. Spartano quanto al servizio definendosi self-service della pasta.

Il meccanismo è questo: becchi un menù, scegli il tuo sugo tra quelli tipici della cucina romana e decidi la tipologia di pasta (aiutandoti anche con quella che è in esposizione al banco). Tutti i tipi di pasta sono in versione con uovo ed in versione con solo acqua e farina. Furbescamente scegliamo tre condimenti diversi (matriciana, carbonara e gricia) a colorare spaghettoni e strozzapreti.

Il self sta nel fatto che i piatti non vengono serviti al tavolo ma quando viene chiamato il tuo numero te li vai a prendere (ma non c’è rischio di perdersi l’appello perché il titolare ha tutto sotto controllo).
Sarà che abbiamo il tavolo dietro il bancone e quindi ci tocca il minimo sbattimento, sarà che la novità risulta simpatica al bambino, fatto sta che a noi è piaciuto molto. Così come molto ci è piaciuta la pasta: uno spettacolo di gusto e sapore in tutte e tre le versioni. Le porzioni sono abbondanti tanto da farci desistere dallo scegliere un secondo e da farci rinunciare anche all’antipasto della casa che ci osserva con aria invitante dal tavolo dei vicini.
Riprendiamo la nostra passeggiata e, chiacchierando e raccontando, ci troviamo di fronte al Colosseo che nella notte – lì così a suo agio in mezzo al caos della città – da qualsiasi posizione lo si guardi, appare davvero splendido nella sua maestosità.

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