coniglio all’ischitana

Fotor_151039009596133
delizioso anche in versione piccante

La ricetta del coniglio all’ischitana l’avevo letta qualche anno fa su una rivista e rivisitata al punto che – devo essere sincera – il nome è rimasto, ma non sono proprio sicura che ad Ischia lo usino così. Il fatto è che oramai me ne sono talmente convinta che, anche se arrivasse un abitante dell’isola portandomene una versione senza pomodorini, aglio e vino bianco rivendicando l’autenticità della ricetta, continuerei in cuor mio a pensare che il coniglio all’ischitana si prepara proprio così come faccio da anni…

Ingredienti
Coniglio 1,5
Pomodorini 300 g
Un bicchiere di vino bianco
Aglio 1 spicchio
Sale quanto
Pepe nero quanto basta
Olio extravergine d’oliva
Alloro

Lavare i pomodorini ed eliminare la parte superiore. Lasciarne qualcuno intero e tagliare gli altri. Tenere da parte.
Versare l’olio in un tegame e fare soffriggere l’aglio e la fogliolina di alloro. Aggiungere i pezzi di carne precedentemente lavati ed asciugati. Salare e rosolare da entrambi i lati. Sfumare con il vino bianco e fare evaporare. Aggiungere i pomodorini e proseguire la cottura con il coperchio per una trentina di minuti. Aggiustare di sale e pepare. Servire caldo.

Fotor_151051900940176
coniglio all’ischitana

panini al rosmarino

cous cous da rientro

20170906182825_IMG_3028

Ho scoperto il cous cous in occasione di una delle tremila diete della mia vita ed è stato amore a prima vista. Lo adoro: mi piace il sapore, la versatilità, la consistenza. E l’amore è diventato idillio quando ho scoperto che i 60 g previsti nel piano alimentare erano un pasto vero rispetto alla uguale quantità di pasta che a malapena copriva il fondo del piatto e che mi lasciava insoddisfatta ed incredula di fronte a cotanta disumanità. Si aggiunga che sgranare il cous cous è una cosa che mi rilassa da matti: presente i puzzles, i lego ed i chiodini? Con lo stesso spirito io sgrano agglomerati di cous cous 😜.
20170906183208_IMG_3041In questo frizzantissimo rientro, con i ritmi che sono subito ripresi con una discreta velocità, avevo proprio voglia di mangiare qualcosa che mi riportasse alla mente il sapore del mare appena lasciato. Ho così approfittato per provare una ricetta letta su ”giallo zafferano” di agosto, un po’ modificata.
Ingredienti: 70 g di pistacchi sgusciati, una manciata di foglie di basilico, sale, pepe, 70 ml di olio extravergine di oliva, aglio, 1kg di vongole, 200 g di cous cous precotto, 200 g di pomodorini, un limone.

Mettere nel mixer pistacchi, basilico, sale, pepe, olio e frullare.

Soffriggere l’aglio e aggiungere le vongole facendole aprire coperte tenendo il fuoco vivace. Scolare le vongole e metterle da parte. Filtrare il liquido di cottura ed utilizzarlo per cuocere il cous cous (se non dovesse bastare allungare con brodo). Sgranare il cous cous e mescolarlo ai pomodorini ed alle vongole (sgusciarne una parte). Aggiungere il pesto di pistacchi, la scorza del limone e qualche altra fogliolina di basilico.

Molto soddisfatta del risultato, era proprio quello che ci voleva per alleviare lo stress da ricollocazione sui binari. Ora mi resta solo un dubbio da dirimere: mi rilassa di più mangiare o cucinare?

Pennette zucchine e tonno

IMG-20170831-WA0000Ed ecco che, alla riapertura dell’agenda e con la ripresa di mail/telefonate/messaggi, riaffiorano alla mente i pensieri che avevo sbarrato fuori partendo e la testa si affolla di faccende più complesse dello scanzonato ”andiamo al mare?”. Ma come, e tutti i propositi di inizio vacanza? E il blaterare sulla leggerezza della calda stagione che dovrebbe accompagnarci tutto l’anno?
Direi che provo a crederci ancora: sto alacremente lavorando al blocco di quell’ansia che solitamente accompagna i rientri e che potrebbe facilmente catapultarmi nell’inquietudine che nel pre ferie aveva preso il sopravvento e di cui non sento niente affatto la mancanza. Ho fatto mio un piano ben scritto da altri circa la gestione del traffico di pensieri nella mia testa. Lo riporto di seguito.

IMG_20170831_184615
”Mi sono raffigurata il porto della mia mente – un po’ malconcio, vessato dalle tempeste, ma accogliente e in buona posizione. Il mio porto è una baia profonda, l’unico accesso all’isola del mio io… Sull’isola è stata combattuta qualche guerra, è vero, ma adesso ci stiamo impegnando per la pace, perché il nuovo capo del governo (cioè io) ha introdotto drastiche misure di protezione. Adesso – e fate in modo che la voce circoli per i sette mari – il permesso viene concesso solo in rare occasioni. Le navi appestate cariche di pensieri offensivi, le navi negriere cariche di pensieri sottomessi, le navi da guerra cariche di pensieri esplosivi – tutte saranno respinte. E anche i pensieri che si comportano come esuli arrabbiati, o contestatori, o ammutinati, o prostitute, o lenoni, o clandestini sediziosi – anche loro sono banditi. Persino i missionari saranno interrogati. La loro sincerità sarà messa alla prova. Il mio è un porto pacifico, la via d’accesso a un’isola bella e orgogliosa, che solo ora sta cominciando a coltivare la tranquillità” (Mangia prega ama, Elizabeth Gilbert).
Questo il progetto a cui voglio attenermi.
Per mantenermi nel giusto mood mi sono rimirata tutte le foto dell’estate (operazione che a dirla tutta è risultata anche un po’ nostalgica) e sono finita sull’immagine di un primo piatto di inizio stagione semplice e gustoso: pennette con zucchine e tonno (ingredienti per 4 persone).

20170802112802_IMG_2159
Cuocere la pasta (320 g) in abbondante acqua salata. Nel frattempo in una padella fare rosolare uno spicchio di aglio; quindi aggiungere le zucchine (due) lavate e tagliate a rondelle e salare. Tagliare i pomodorini (circa 10) ed aggiungerli alle zucchine dopo una decina di minuti. Poco prima del termine della cottura, aggiungere il tonno. Scolare la pasta e ripassarla nella padella con il condimento. Pronta. 😋😋😋
A proposito… Ecco dei pensieri che avranno sempre libero accesso nel mio porto: quelli golosi…