vellutata di finocchi e porro

vellutata
vellutata di finocchi e porro

Vellutata di finocchio e porro: a casa nostra é un gennaio depurativo per tutti.

Mi chiedo come mai l’intervento assistenziale dei nonni – siano di provenienza Lombarda o Calabra – abbia sempre effetti contributivi alla rotondità della nostra famiglia.
Ci riflettevo oggi osservando la nostra gatta, affidata alle amabili cure dei nonni del nord durante la nostra vacanza natalizia. Ebbene, appare evidentemente appesantita. Circostanza sottolineata dal fatto che non passa più attraverso le grate della finestra che ha sempre scavalcato con grande eleganza ed agilità. Il che certo lenisce i miei sensi di colpa per averla lasciata qui: patito non ha patito. A dirla tutta penso proprio che abbia gradito e che non abbia digerito invece il nostro rientro, visto lo sguardo che lancia alla sua ciotola piena della metà rispetto a quanto concesso dai nonni.
Insomma, ben può dirsi che anche la micia Camilla è stata coinvolta – suo malgrado (e anche mio, per la verità) – nel tormentone depurativo post stravizi natalizi.
Dall’incipit avrete sicuramente capito che vi sto proponendo un’idea light.

Vellutata di porri e finocchi
Ingredienti per quattro persone
3 finocchi
1 porro
Olio
Parmigiano reggiano
Brodo di verdure q.b. e a seconda della densità gradita, comunque almeno fino alla copertura delle verdure. 

Lavare i finocchi e tagliarli a strisce.
Pulire il porro ed affettarlo. In una pentola capiente versare l’olio e far appassire il porro. Unire i finocchi, fare insaporire e versare il brodo. Cuocere per una quarantina di minuti. Frullare. Servire con un goccio di olio fresco ed il formaggio grattugiato.

Vellutata di zucchine e patate

 

Pasticci nell’acquisto del pc… e paccheri con vongole e ceci

paccheri
paccheri con vongole e ceci

Paccheri protagonisti.

È giunta l’ora di cambiare il pc. Il mio giurassico compagno di viaggi dai tempi dell’abilitazione alla professione forense non è più tanto reattivo e neanche pronto ad interagire con i programmi di ultima generazione. Scopro però che, con il budget che avrei voluto spendere, al massimo mi mettono i tasti in un sacchetto da pesare e portare a casa (pagando pure il sacchetto) 😜.
Comunque l’impresa non mi è facile: mi trovo davanti a questa fila di notebook denominati tutti con codici talmente arzigogolati che, anche volendo contestualmente fare una ricerchina chiarificatrice su google, non saprei mai per certo se il motore di ricerca si riferisca proprio al modello che ho davanti. Dico io, ma perché non viene dato un nome normale? Non tipo Gennaro o Pasquale eh, ma almeno pronunciabile come per i cellulari.
Termino la ricerca google e mi decido a fare quello che mai avrei voluto così su due piedi, imbarazzata come sono per la mia ignoranza in materia: chiedere all’addetto ai lavori.

Ed è così che lì, impalata davanti alla fila dei pc, l’unica cosa che so dire è anche l’unica cosa evidente a tutti : “dovrei comprare un portatile”. E siccome il tizio mi guarda e non proferisce parola aspettando maggiori informazioni, mi sforzo di cercare qualcosa di attinente ma, non avendo idea di cosa dire di tecnico, mi limito ad aggiungere: “mi serve per lavoro”. Frase che confessa senza appello alcuno tutta la mia inesperienza: il tipo continua a fissarmi e giustamente mi chiede che tipo di lavoro. Mi mordo il labbro: fin qui avrei potuto arrivarci… Chiaro che se facessi l’ingegnere nucleare non avrei le stesse esigenze che ho da avvocato.
La seconda affermazione che mi sento di fare affranca definitivamente la mia posizione: “non volevo spendere più di…”. E lo vedo scuotere la testa e guardarsi in giro. Alla fine me ne indica uno che mi dice essere un pessimo affare (ed é giá tanto che non mi abbia accompagnata al reparto di giocattoli). Gli dico che ci penso (palese scusa per svincolarsi: devo pensare se comprare un computer che mi si sta vivamente sconsigliando? No non regge). Si allontana ed io sgattaiolo via.
Mi sa che per la ricerca del pc ho già dato per oggi. Lascio il reparto di elettronica e mi avvio a passi lunghi e ben spiegati verso la pescheria: con le vongole me la cavo meglio.

paccheri gustosi
paccheri gustosi

Paccheri  con vongole e ceci
Ingredienti per 4 persone
300 gr di paccheri
500 gr di vongole
50 gr di ceci prelessati
8 pomodorini
Sale qb
Pepe
Olio
Due spicchi di aglio e del prezzemolo
1/2 bicchiere di vino bianco

Fare spurgare le vongole lasciandole in ammollo in acqua e sale per almeno un paio di ore, quindi sciacquarle bene. Metterle in una pentola con un filo di olio ed uno spicchio di aglio e coprire fino a che non si saranno aperte sfumando con del vino bianco secco.
Sgusciare metà delle vongole lasciandone l’altra metà con il guscio, filtrare l’acqua di cottura e tenerla da parte. Mettere a bollire abbondante acqua salata nella quale far cuocere i pacchetti per il tempo indicato sulla confezione.
Versare un giro di olio in una padella con uno spicchio di aglio e fare soffriggere. Aggiungere i ceci e lasciar cuocere. Aggiungere quindi anche le vongole e bagnare con dell’acqua tenuta precedentemente da parte. Unire i pomodorini tagliati a pezzi. A fine cottura spolverizzare con prezzemolo fresco tritato e pepe.
Condire i paccheri con il sugo preparato e farli insaporire sul fuoco.

paccheri con vongole
primo piatto delizioso

cous cous da rientro

 

Biscottoni da inzuppo

biscottoni
biscottoni da inzuppare

Inzuppero’ biscottoni nel latte perché sono arrabbiata. E chi mi conosce sa che non mi arrabbio mai.
Ma ieri sera mi sono proprio urtata.
Me ne stavo tranquilla a guardare le statistiche del blog per capire come sta procedendo, quando ho adocchiato un’impennata di visitatori da record. Curiosa (e anche un po’ sorpresa, lo ammetto) sono andata a sbirciare la provenienza delle visite ed ho scoperto un inspiegabile boom americano. E mentre in fase di incredulità, ma anche – lo ammetto – di gongolamento, mi chiedevo il perché di cotanto successo nel sogno americano, mi è arrivata una notifica dalla piattaforma che inserisce le striscioline pubblicitarie sul mio sito: nell’invitarmi ad ispirarmi a principi di correttezza (a me…che non ho mai toccato neanche una caramella senza permesso… a meeeeee) mi si comunicava l’applicazione di una penalità di sospensione del servizio per un mese perché qualcuno ha ripetutamente cliccato su quella pubblicità evidentemente (secondo loro) per i miei fini di lucro. Ed eccolo lì il mio gongolamento finito in un burrone: ci sono rimasta malissimo… E me lo sono immaginato sto tizio americano (che avrà pure votato Trump, ci giuro) che per ben trecento volte è entrato sulla home del mio blog ed ha cliccato sulla stessa pubblicità al solo scopo di danneggiarmi. “Perché?” Direte voi. “Perché?” mi chiedo anche io…. Il danno che mi provoca? Risarcibile con un caffè, perché al massimo mi entra in tasca qualche centesimo ogni tanto. E allora perché, benedetto figliolo, devi venire a farmi rimproverare dal signor Google? Perché? Dove mi hai beccata? Su instagram forse? Mi avrai mica confusa con Chiara Ferragni? Perché solo allora potrebbe forse avere un senso; malato certo, ma pur sempre un senso.
Ed è proprio il signor Google che, attraverso il suo motore di ricerca, mi illumina: accade più spesso di quanto si possa pensare e anche con siti piccolini come il mio ed il più delle volte – udite udite – è per dispetto.
E allora, Mr America trecento click stammi bene a sentire e trema (ok lo so, non sono credibile, ma trema ugualmente): io mi inzuppero’ i biscottoni nel latte e il mio umore tornerà il solito. Tu non so che gioia trarrai dal passare la tua triste giornata a far dispetto a qualcun altro e – a dirla tutta – francamente me ne infischio.

biscottoni con latte
latte e biscotti

Biscottoni da inzuppo

250 gr di farina
80 gr di zucchero di canna
40 ml di olio di semi
30 ml di latte
1 uovo
1/2 bustina di lievito per dolci
la buccia grattugiata di un limone e gocce di cioccolato

Mettere nel boccale tutti gli ingredienti tranne le gocce di cioccolato avendo cura di sciogliere il lievito nel latte. Azionare il bimby 30 sec. a velocità 5. Aggiungere il cioccolato e riazionare 15 sec. antiorario vel. 4.
Formare i biscotti. L’impasto risulterà morbido: aiutarsi infarinando le mani. Dovrebbero venir fuori una quindicina di biscottoni. Sistemarli sulla placca del forno rivestita con carta ben distanziati tra loro. Cuocere a 180 gradi per 20 minuti e comunque fino a doratura.

Coccole e cookies con gocce di cioccolato

 

santa tolleranza e risotto con la barbabietola

risotto rosso
risotto con la barbabietola

Risotto rosso rossissimo…

Abbiamo dei vicini molto pazienti, lo riconosco. Provate voi ad essere i vicini di casa di una famiglia con figlio con la passione per la musica. Un caro e dolce pargoletto che alla fine vi fa pure simpatia perché è sempre affettuoso e simpatico con voi, ma con quel difettuccio non propriamente insormontabile in tema di vicinato: ha un pianoforte… E lo suona pure ininterrottamente. Fortunatamente ha anche due genitori sensati che fanno in modo che questo ininterrottamente non sia proprio equivalente a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Fosse per lui suonerebbe un secondo dopo aver messo giù i piedi dal letto (prima ancora di aver espletato i bisogni primari) e fino ad un secondo prima di lasciarsi andare nelle braccia di Morfeo.
In realtà i confinanti, invece di prendere a sassate le finestre di casa come Totò e Peppino dell’omonimo film con la malafemmena per vendicarsi del tormento, lo esortano a continuare dicendoci pure che è un piacere sentirlo.
Be’ cari vicini tutti, dal più giovane al più anziano, vi ringrazio… Chissà che questa passione sia davvero tale e che un domani non possiate dire “abbiamo incoraggiato noi il ragazzo, optando per la non violenza”. E nonostante fortunatamente non sia sgorgato sangue in filmesche beghe vicinali, vi propongo una ricetta rossa… Risotto con la barbabietola. Leggero leggero (come il mood con cui scrivi qui: mai nessuno se ne abbia a male, per carità) ma tanto gustoso.

Risotto con barbabietola
Ingredienti per quattro persone
1 barbabietola cotta al vapore
280 gr di riso
1/2 cipolla rossa
1/2 bicchiere di vino bianco
Brodo di verdure per cuocere il riso
Parmigiano q.b.
Olio q.b.

Preparare il brodo di verdure. Frullare la barbabietola fino a farne una crema.
Affettare la cipolla e farla soffriggere in una padella con un po’ di olio. Quando sarà ammorbidita aggiungere il riso e fare tostare per qualche minuto.
Bagnare con il vino e lasciare evaporare a fiamma vivace. Abbassare la fiamma ed iniziare a versare il brodo per la cottura del riso poco alla volta. Cinque minuti prima di spegnere aggiungere la crema di barbabietola. A cottura ultimata mettere il formaggio.

risotto pere e taleggio