Pavia: cultura, fascino, storia e… Puro slow burger

 

Pur vivendo da più di qualche anno nell’Oltrepo’ pavese, non conosco bene Pavia. Quando ci vado mi trovo a gironzolare casualmente in viottoli da cui resto incantata ma in cui non saprei facilmente ritornare (ho il senso dell’orientamento di una talpa).

Ma quando stasera, durante una trasferta pavese, mi è stato chiesto dove volessi mangiare, il senso dell’orientamento ha inforcato un paio di occhiali ed ha navigato dritto verso il ”Puro slow burger”, burger restaurant in Corso Carlo Alberto a Pavia, nei pressi dell’Università. È un posto che ho scoperto grazie al suggerimento della mia collega di studio (ed i suoi suggerimenti sono solitamente gradite conferme): è carino, attualmente attraente pur con quelle sedie un po’ anni 50, qua e là dettagli in linea con la tendenza slow food del locale, possibilità di mangiare fuori in posizione accogliente, il personale sempre tanto gentile.

Ci sediamo e, mentre assaggio il prosecco che come al solito ci viene offerto prima dell’ordinazione, mi perdo scorrendo le accattivanti proposte del variegato menù… Pur sapendo in realtà molto bene che tornerò come sempre al ”puro burger”, con le sue melanzane grigliate, la scamorza affumicata ed ovviamente l’hamburger. La scelta di mio marito è altrettanto invitante soprattutto per il particolare accostamento cipolla caramellata e uovo. Non manca la proposta bimbo, con la possibilità di comporre il panino su misura.

Arrivano i panini accompagnati da croccanti patatine servite in un cestello: è uno spettacolo per gli occhi 😋. E mentre mi godo l’attimo, mio figlio ( anni sette) a momenti mi fa andar di traverso cotanta delizia : ”ho preso una cotta… Lei fa la quinta.. L’ho conosciuta al grest, ma adesso che è finito e non ci vado più come faccio… Aiutatemi a conquistarla”. E mentre mando giù il boccone, elaboro mentalmente una graziosissima risposta sulle nostre imminenti vacanze, sull’estate, sulle bambine della sua età, sulla sicura acerbita’ del suo sentimento … Ma vengo battuta sul tempo dal papa’ che con aria complice gli suggerisce: ” fatti accompagnare dal nonno all’uscita del grest e l’ aspetti”. Sorrido nella mente (indelicato sarebbe esplodere in una sonora risata) e ascolto le proposte strategiche: decido di lasciarli ai loro piani di conquista e, per mandar giù il pensiero dell’età che vola, bevo un gran sorso di birra.

 



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